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Principi e codici


Codice etico e di condotta

Il Codice Etico si colloca idealmente a monte dell'intero sistema di corporate governance e rappresenta la nostra carta dei valori, fondando, in termini programmatici, il corpus di principi cui ispiriamo il nostro agire per una conduzione degli affari eticamente orientata, ossia trasparente, corretta e leale. Il Codice etico, adottato progressivamente da tutte le società del Gruppo, indica gli obiettivi e i valori informatori dell'attività d'impresa con riferimento ai principali stakeholders con i quali Telecom Italia si trova quotidianamente ad interagire: azionisti, mercato finanziario, clienti, fornitori, concorrenti, istituzioni, comunità, personale.

Come tutti gli strumenti di governance del Gruppo, anche il Codice Etico è fatto oggetto di continua verifica e confronto con l'evoluzione della realtà normativa degli standard di riferimento, delle prassi operative e dei mercati, tenendo altresì conto del riscontro assicurato dal monitoraggio operato dal preposto al controllo interno sul livello di compliance da parte delle strutture.

Consulta il Codice Etico (109 Kb)

Principi di autodisciplina di Telecom Italia Media
Telecom Italia Media e i suoi organi conformano la loro attività, anche nei confronti delle Società del Gruppo, ai principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale nonchè a quelli contenuti nel Codice Etico del Gruppo Telecom Italia.
La Società aderisce al codice di autodisciplina di Borsa Italiana.
Il Consiglio di Amministrazione del 13 dicembre 2012 ha approvato i Principi di autodisciplina, che derogano e/o integrano il quadro delle regole applicabili con riferimento a compiti e funzionamento degli organi della Società, rinviando per il resto a principi e criteri del Codice di autodisciplina di Borsa Italiana.

Consulta i principi di autodisciplina (140 Kb)

Superando la procedura adottata nel 2003, volta ad assicurare la periodica informativa ai Sindaci sull'attività svolta e sulle operazioni più rilevanti, il Consiglio di Amministrazione nella riunione dell’8 marzo 2007 ha approvato una più ampia disciplina intesa a coordinare tutti i diversi flussi informativi, richiesti dalla legge così come introdotti in via di autodisciplina o per prassi, comunque destinati a Consiglieri non esecutivi e Sindaci.

La nuova procedura sconta l’introduzione in Statuto della figura del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, come da proposta all’Assemblea straordinaria convocata dal Consiglio di Amministrazione nella stessa riunione dell’8 marzo 2007.

Consulta la procedura sui flussi informativi verso Consiglieri e Sindaci (148 Kb)

Consulta il codice di comportamento in materia di Insider Dealing (177 Kb)

Procedura Market Abuse - procedura per la gestione e la comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate

Le informazioni - per tali intendendosi le notizie concernenti un evento, una circostanza, un dato o un’iniziativa che abbia una specifica rilevanza e funzione nelle attività sociali - costituiscono una componente strategica del patrimonio aziendale, fondamentale per il successo dell’impresa. Esse sono alla base dei più importanti processi aziendali e la loro corretta e tempestiva condivisione è condizione per un efficace perseguimento degli obiettivi di business.
Ferma la specifica disciplina di legge riguardante la protezione e la diffusione di categorie qualificate di informazioni (così, in specie, i dati personali e sensibili di cui al d.lgs. n. 196/2003, c.d. Codice Privacy), l’utilizzo delle informazioni si conforma ai principi generali dell’efficienza nell’impiego e della salvaguardia delle risorse aziendali, espresso nel caso di specie dalla regola del “need to know”. L’uso delle informazioni per scopi diversi dal perseguimento delle attività sociali deve ritenersi abusivo e, in generale, tutti coloro che prestano la propria opera nell’interesse del Gruppo Telecom Italia Media soggiacciono a obbligo di riservatezza sulle informazioni acquisite o elaborate in funzione o in occasione dell’espletamento delle proprie attività.
L’ordinamento peraltro dispone l’obbligo di comunicazione al mercato di ogni informazione non pubblica, di carattere preciso, concernente la Società o sue controllate e che, se resa pubblica, è in grado di incidere in modo sensibile sul prezzo degli strumenti finanziari (c.d. informazione privilegiata). L’ordinamento impone altresì di ristabilire la parità informativa in caso di diffusione anzitempo dell’informazione privilegiata a terzi non soggetti a obblighi di riservatezza di fonte legale, regolamentare, statutaria o contrattuale.
Da ciò deriva la particolare delicatezza della fase antecedente al “perfezionamento” dell’informazione privilegiata, in cui non solo, per non incorrere nell’obbligo di divulgazione immediata, l’informazione privilegiata che può convenzionalmente definirsi in itinere deve essere fatta oggetto di un regime classificato di confidenzialità, ma, soprattutto, la sua pubblicazione anticipata potrebbe risultare decettiva per il mercato e/o dannosa per l’attività d’impresa.
Questa procedura governa la gestione - ivi inclusa la comunicazione al pubblico - delle informazioni privilegiate e di quelle che potrebbero divenire tali, contemperando l’interesse alla fluidità dei processi informativi interni e l’interesse alla protezione dei dati informativi, con specifico riferimento alla dialettica fra disclosure dell’informazione privilegiata e riservatezza della medesima nel corso della sua progressiva formazione. Come tale la procedura si coordina con le disposizioni interne di generale applicazione in materia di classificazione e gestione delle informazioni sotto il profilo della riservatezza.

Consulta la procedura in materia di market abuse (341 Kb)

Ultimo aggiornamento: 16/01/2013, 15:40